Oltre ai consigli sull’alimentazione, sulla salute e sul comportamento, desideriamo cogliere l’occasione per offrirvi preziosi consigli sulla vita di tutti i giorni. Vivere con un cane è un’esperienza unica e meravigliosa, ma comporta anche degli obblighi.

Soddisfare i fabbisogni del cane facendo attenzione agli altri: questo dovrebbe essere logico per ogni proprietario. Chi viola questi obblighi, non solo deve fare i conti col malcontento delle persone, ma rischia anche di incorrere in conseguenze legali.

Un comportamento idoneo

Prima di prendere un cane, bisogna sempre chiedersi se si è in grado di soddisfare appieno tutti i suoi bisogni, informandosi con attenzione. In caso contrario, è meglio rinunciare alla sua compagnia. Non è solo questione di buonsenso, anzi: la legge sulla protezione degli animali prevede che il padrone debba nutrire, curare e mantenere il proprio cane in modo ineccepibile.

La responsabilità del padrone

I padroni sono sempre responsabili del proprio cane affinché non arrechi danni o non diventi un rischio per l’ambiente circostante. Violare quest’obbligo potrebbe comportare serie conseguenze, sia per il padrone che per il cane. Ciò vale anche nel caso in cui il cane si trovi in custodia da qualcun altro. È sempre consigliabile stipulare un’assicurazione di responsabilità civile, cosa che in alcuni paesi è addirittura obbligatoria!

Quando bisogna tenere un cane al guinzaglio?

È importante conoscere la legislazione italiana anche solo se si passeggia col proprio amico a quattro zampe, per evitare di incorrere in sanzioni anche pesanti ed arrecare disturbo agli altri.

Nei luoghi pubblici - con l’unica eccezione delle aree cani - è obbligatorio condurre il proprio cane al guinzaglio, che non deve superare la lunghezza di 1,5 metri (i guinzagli estensibili sono concessi, purché vengano bloccati a quella lunghezza); il proprietario, inoltre, deve avere con sé una museruola da poter utilizzare in presenza di rischi per l’incolumità di persone o animali, o in seguito a specifica richiesta da parte delle autorità.

Ricordiamo, infine, che ogni proprietario deve conoscere le caratteristiche fisiche ed etologiche del proprio compagno di vita; un cane equilibrato e ben educato avrà molte meno probabilità sia di causare che di subire danni.

Dove sussiste l’obbligo della museruola?

L’Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani emanata il 6 agosto 2013 stabilisce che:

Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso.

In particolare, al punto 3) lettera b si legge:

3) Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure: 
a) […] 
b) portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti.

L’obbligo, secondo la legge, prevede quindi solo di avere con sé la museruola, senza obbligo di farla indossare all’animale se non in caso di rischio e pericolo per gli altri (umani e/o animali). I cani-guida per non vendenti sono gli unici sempre esonerati da tutti gli obblighi e divieti secondo la legge L. 37/1974.

Portare con sé i sacchetti

Le feci sono considerate sudiciume e devono essere smaltite da chi le “deposita” (in questo caso dal padrone del cane), sia che vengano depositate su strade e marciapiedi, sia su superfici verdi e campi. Il proprietario si impegna a portare con sé tutti gli strumenti necessari (apposite buste) e smaltirle solo nei luoghi previsti (cestini pubblici o rifiuti domestici). In molti punti, soprattutto nei parchi per cani, esistono pratiche postazioni che erogano le buste per le feci: non solo distribuiscono buste, ma danno anche la possibilità di smaltire il tutto in modo corretto tramite un apposito cestino. Importante: la busta piena non deve essere MAI abbandonata.

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In inverno molte passeggiate mattutine o serali si fanno al buio. Ecco qualche consiglio per avere sotto controllo il cane e per renderlo sempre ben visibile agli altri.

Le passeggiate al buio possono nascondere molti pericoli, tra cui quello di perdere d’occhio il proprio cane nell’oscurità. Dal momento che d’inverno è praticamente impossibile evitare di passeggiare al buio, per motivi di sicurezza (propri e del cane) occorre rendersi il più visibili possibile.

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  • Indossare indumenti chiari o catarifrangenti
    Dal momento che i colori chiari si riconoscono meglio al buio o nell’oscurità, è consigliato indossare colori chiari se si esce al buio con il proprio cane. In alternativa, si possono indossare accessori o giubbotti catarifrangenti sopra la giacca scura invernale: in questo modo gli automobilisti potranno vedervi anche da lontano.

  • Portare una torcia
    Chi si muove al buio, lontano dalle vie più illuminate, deve sempre portare con sé una torcia o una lampada frontale, per essere più visibili e orientarvi meglio.

  • Lucine lampeggianti o fasce luminose per il collare
    Quando è buio, bastano solo pochi metri e il cane non si trova più. Per non perdere mai di vista il vostro amico, utilizzate delle fasce luminose o delle lucine lampeggianti da applicare sul suo collare. È necessario adottare questa misura anche nel rispetto di altre persone, affinché non si spaventino nel vedere comparire un cane all’improvviso. Col buio è decisamente meglio tenere il cane al guinzaglio.

  • Bande e colori luminosi
    Un collare con applicazioni catarifrangenti o una pettorina con guinzaglio idoneo sono mezzi molto utili per far notare un cane che cammina ai bordi della strada. Questi strumenti riflettenti hanno il vantaggio di non richiedere batterie per funzionare. Volete essere sicuri al 100%? Allora munite il collare catarifrangente di lucine lampeggianti. Raccomandiamo in particolare i dispositivi a LED che dispongono anche di un sensore crepuscolare e di movimento.

Grazie a questi accessori, potrete godervi la speciale magia di una passeggiata al buio in tutta sicurezza.

Nulla è più bello che essere in vacanza tutti insieme, anche con il proprio amico a quattro zampe. Prima di pianificare una vacanza col proprio cane bisogna però riflettere: la meta è conciliabile con i nostri e i suoi bisogni?

Scoprite con noi come trovare la meta perfetta! Ecco qualche piccolo consiglio per aiutarvi a passare una vacanza serena nel migliore dei modi.

Destinazioni turistiche idonee

Non è difficile trovare un alloggio dog-friendly, anche grazie ai tantissimi portali di viaggio. Si raccomandano in particolare le case vacanza, ovvero gli appartamenti in affitto. Qui i cani sono spesso visti come i benvenuti. Anche molti hotel, ormai, permettono di portare con sé i propri amici a quattro zampe. In ogni caso è necessario ottenere il rispettivo consenso scritto prima della prenotazione: in modo da essere sicuri di non avere brutte sorprese una volta arrivati a destinazione. Informatevi anche riguardo alle regolamentazioni per l’ingresso, nonché alle disposizioni locali sui cani. Chi le viola rischia costose multe e, nel peggiore dei casi, anche il sequestro del cane.

Checklist in preparazione del viaggio

  • Far inserire il chip al cane e farlo registrare in una banca dati per animali;
  • Ricordarsi la profilassi antiparassitaria e le vaccinazioni;
  • Preparare un piccolo pronto soccorso per il cane: crema solare, spray disinfettante, bendaggi, compresse refrigeranti, pinza per le zecche, antidiarroico e disinfettante, eventuali farmaci per il mal d’auto;
  • Medaglietta da applicare al collare con indirizzo di casa e numero di telefono.
  • Kit per il cane: lettino, ciotole per acqua e alimenti, sufficiente acqua per il viaggio, scorta di cibo.

D’estate a molti cani piace fare il bagno nei laghi o al mare. Non solo è una buona cosa per la resistenza, ma porta anche allegria e un piacevole refrigerio nelle calde giornate estive. Non si può, tuttavia, prendere semplicemente la rincorsa e tuffarsi in acqua: esistono regolamenti e divieti a cui attenersi. In qualità di padrone dovete sempre informarvi anticipatamente se e quando il cane può bagnarsi. Qualora non ci fossero cartelli indicatori in riva a un lago, è sufficiente telefonare al comune.

Dov’è concesso bagnarsi ai cani?

Sicuramente non ovunque. In molti specchi d’acqua vige il divieto per il cane di bagnarsi, perlomeno durante la stagione balneare fra maggio e settembre. Per evitare noie con gli altri bagnanti o con il comune responsabile, è meglio attenersi ai divieti.

Per fortuna ci sono comunque molti fiumi, laghi e tratti di spiaggia dove i cani possono sfogarsi liberamente. Fra i proprietari di cani vige il passaparola riguardo a luoghi dove i cani possano bagnarsi.

Spesso ci sono delle date fisse in cui i padroni di quattro zampe possono riunirsi per venire a nuotare. È per tutti un piacere, per bipedi e quattro zampe. In base all’organizzatore, può esserci anche un piccolo programma come, per esempio, gare di salto o di immersione, così che i cani possano mostrare ciò che sanno fare.

Cani amanti dell’acqua: divertirsi in acqua col proprio amico a quattro zampe

Alcuni cani arricciano il naso quando mettono una zampa in acqua; altri, invece, sembrano non averne mai abbastanza. Non dipende solo dalla razza, ma anche da cane a cane. Molti Labrador, per esempio, si divertono un mondo a fare il bagno o a rincorrere in acqua bastoncini o pupazzetti. Ad alcuni piace sguazzare, altri invece non metterebbero mai le zampe dove è bagnato e già si intimoriscono di fronte a una pozzanghera.

Ciò dipende anche dalla razza: gli animali dalla corporatura tarchiata, col pelo lungo o il naso corto faticano spesso a nuotare. Anche le esperienze avute con l’acqua giocano un ruolo importante. Alcuni animali non amano l’acqua perché forse hanno avuto pessime esperienze iniziali, per cui ora ne hanno timore. Chi però vuole che il proprio amico a quattro zampe si goda anch’esso un po’ di refrigerio d’estate, potrebbe ricorrere ai consigli e al supporto di un trainer per cani per fargli perdere il timore dell’acqua.

Sanno nuotare tutti i cani?

Di principio, tutti i cani sanno nuotare. Non devono impararlo, come l’uomo. Esistono, tuttavia, razze che, date le loro caratteristiche fisiche, non sono particolarmente idonei al nuoto, come il Carlino o altre piccole razze con naso corto e collo tozzo. Per loro è molto faticoso tenere la testa fuori dall’acqua e poter respirare bene.

Nuotare col cane: qualche indicazione

Le stesse raccomandazioni che valgono per l’uomo, valgono anche per lui. È opportuno evitare “tuffi” improvvisi nell’acqua fredda. Non bisogna fidarsi troppo degli specchi d’acqua sconosciuti, perché il cane non riconosce cosa c’è sott’acqua e quanto sia forte la corrente. Attenzione a rocce e grossi rami: in questi casi è facile ferirsi. Per evitare che rimanga intrappolato, molti padroncini tolgono guinzaglio e collare prima di lasciarli andare in acqua. Naturalmente, dopo il bagno bisogna scuotersi di dosso tutta l’acqua: non vietatelo al cane, ma fate attenzione che non dia fastidio ad altri bagnanti. Soprattutto i proprietari di cani con orecchie lunghe e flosce devono assicurarsi che il canale uditivo del loro amico sia ben asciutto, poiché l’acqua nelle orecchie potrebbe comportare infiammazioni. È possibile strofinare delicatamente le orecchie con un asciugamano in spugna e tenere alzate le orecchie sopra la testa per qualche minuto con un elastico per capelli: in questo modo l’aria circola liberamente all’interno delle orecchie e le asciuga.

In breve

  • Evitare tuffi nell’acqua fredda (circolazione!)
  • Evitare tuffi negli specchi d’acqua sconosciuti (pietre, rami, corrente...)
  • Togliere il guinzaglio e il collare prima di fare il bagno (pericolo di intrappolamento)
  • Assicurarsi che i cani con orecchie lunghe e pendule possano asciugarsele bene (pericolo di infiammazione)

Come potete incoraggiare il vostro cane a nuotare?

Se volete che il vostro cane non diventi un brontolone e rifiuti di bagnarsi, dovete abituarlo da subito all’acqua. È possibile farlo a partire dal 4° mese di età, a patto che la temperatura dell’acqua lo consenta (minimo 16° C). Provate ad attirare il vostro amico dove l’acqua è bassa. In nessun caso dovete spingerlo forzatamente in acqua, poiché potrebbe non voler mai più desiderare di entrarvici e, oltretutto, perderebbe la fiducia in voi. Agli inizi ci vuole un po’ di pazienza. Iniziate sempre dove l’acqua è bassa, dove butterete in acqua “per caso” una leccornia o un giocattolo da riportare. Forse dovrete essere voi a dare il buon esempio e a immergervi in acqua in prossimità della riva.

Il resto vien da sé: i cani infatti non devono imparare a nuotare. Muovono semplicemente le zampe sott’acqua riuscendo quindi ad avanzare. Una volta superati i primi ostacoli, avendo compreso che ci si diverte anche in acqua, allora sarà per tutta la vita. Ciò però non è sufficiente per alcuni cani! Se proprio non vogliono avere a che fare con l’acqua, bisogna accettarlo. Non obbligate mai il vostro amico a nuotare, poiché potrebbe diminuire molto la fiducia che ripone in voi.

Quanto tempo il cane può rimanere a nuotare?

Di norma non esiste un tempo determinato, ogni animale ha le proprie caratteristiche. Animali anziani o ammalati possono non essere fisicamente in forma. Se ha problemi cardio-circolatori, problemi alla colonna vertebrale o è comunque in condizioni fisiche non ottimali, non deve rimanere troppo a lungo in acqua. Cercate di comprendere, quindi, i fabbisogni del vostro amico. Qualora non siate sicuri che il vostro cane possa fare il bagno, chiarite questo dubbio col veterinario. Lui conosce il vostro cane e il suo stato di salute e saprà valutare cosa può fare o non fare. Ma attenzione: anche i cani che hanno sempre nuotato volentieri devono essere tenuti sotto controllo con l’avanzare dell’età e bisogna verificare che non pretendano troppo dal loro fisico. In questi casi è meglio tenere un po’ a freno il cane.

Anche ai cani molto giocherelloni sarebbe opportuno far rallentare il ritmo. Preferite dei periodi di gioco della durata massima di 10 minuti, inframmezzati da lunghe pause. Tenete particolarmente d'occhio i cani a cui piace riportare i giochi o i bastoncini dall’acqua, soprattutto se si immergono. Questi giochi dovrebbero essere brevi, perché, in caso contrario, potrebbe infatti verificarsi una iperidratazione ipotonica (detta anche intossicazione da acqua) che può essere molto pericolosa per il cane, con conseguenze anche letali. L’assorbimento di troppa acqua povera di sale abbassa l’equilibrio salino del cane. Ha bevuto troppa acqua: come procedere? Effettivamente capita spesso che il cane beva molta acqua quando va a prendere i suoi giochi da riportare, soprattutto quando i cani, per il caldo, bevono già più del solito. Il loro corpo non riesce a espellere con l’urina l’acqua in eccesso e ne consegue che l’acqua si annida nei tessuti, rischiando di comportare edemi che potrebbero danneggiare gli organi. Se si sospetta un’intossicazione da acqua, si raccomanda di chiamare subito il veterinario.

Di cosa ci si deve preoccupare quando i cani nuotano al mare?

Se andate al mare a fare le vacanze col vostro amico a quattro zampe, in un posto dove anche lui può tuffarsi in acqua, fate attenzione che non beva l’acqua salata. Anche solo piccole quantità possono provocare il vomito e la dissenteria. Grandi quantità possono addirittura essere letali. Lavate bene il pelo del vostro amico dopo il bagno sotto la doccia: in tal modo eviterete che il sale o i rimasugli di sabbia possano causargli problemi alla pelle. Lo shampoo non è necessariamente richiesto; se il cane, però, è molto sporco e dovete utilizzare uno shampoo, assicuratevi che sia del tipo emolliente, affinché la pelle del vostro amico non si secchi ulteriormente. Oltre ai tipi specifici per cani, se ne può utilizzare uno per bambini, delicato.

Perché nuotare fa bene ai cani?

In generale, nuotare fa bene perché aiuta a sviluppare una buona muscolatura. Soprattutto i cani in sovrappeso, nuotando, riescono a bruciare molte calorie, riuscendo quindi a perdere peso. Quegli animali che hanno sempre fatto poco sport possono aumentare gradualmente il loro livello di attività.

Rinfrescarsi anche senza acqua

Se il vostro cane non amasse l’acqua, trascorrete le calde giornate estive con lui, preferibilmente all’ombra, oppure godetevi una passeggiata nelle prime ore del mattino o verso sera. Preoccupatevi anche di variare un po’, cercando itinerari sempre nuovi. Di solito gli alberi fanno ombra sufficiente, proteggendo il vostro cane da colpi di calore o da choc termici. È quindi possibile trascorrere delle bellissime giornate estive anche se non ci sono fiumi, laghi o mari per un’avventura rinfrescante. Tra l’altro, un ruscello piccolo nei boschi freschi è in grado di stimolare il nostro “pigrone dell’acqua”.

Insomma, se conoscete il vostro cane e osservate i punti più importanti sul tema “bagni e divertimento col cane”, riuscirete ad offrire al vostro amico a quattro zampe un fresco diversivo per godersi anche le caldissime giornate estive.

La notte di San Silvestro: una data che mette in agitazione a priori non solo molti animali domestici, ma anche i loro proprietari. Alcuni quattro zampe si nascondono sotto il letto o nella cantina di casa alle prime avvisaglie di rumori molesti; poiché hanno udito molto più sensibile di quello dell’uomo, non sopportano il rumore improvviso dei botti e non riuscire a capire cosa siano è, per molti cani, una vera e propria fonte di terrore. Capodanno, per la maggior parte di loro, è un vero stress che, con le giuste misure, si può prevenire o, almeno, limitare.

Mettere in sicurezza il cane

È molto importante tenere al sicuro il cane e, nei giorni prima e dopo Capodanno, uscire esclusivamente tenendolo al guinzaglio. All’occorrenza si possono utilizzare i guinzagli a pettorina. Il “caos”, purtroppo, inizia già un paio di giorni prima del 31 e spesso dura fino a circa il 2 gennaio, non attenendosi quindi al calendario.

Trovare pace

La notte di San Silvestro porte e finestre devono rimanere chiuse e, in alcune stanze, è possibile chiudere le tende per smorzare un po’ il rumore e attenuare gli stimoli ottici. Idealmente si potrebbe allestire un posto tranquillo per il cane in una stanza dove lui si trova a suo agio. Gli ambienti piccoli, quali una toilette per ospiti, offrono sicurezza ad alcuni cani. I cani abituati a trovare rifugio in una scatola di solito trovano lì la pace necessaria.

Il ruolo del proprietario

Quella sera dovrà rimanere col nostro cane almeno una persona che lui conosca bene, che trasmetta serenità e tranquillità. Non bisogna “consolare” esageratamente il cane e neppure rammaricarsi, occorre solo essere presenti per lui, lasciare che lui si appoggi a noi, e offrire eventuali abbracci ed altre azioni di supporto di tipo sociale, ma trasmettere un’impressione rilassata e il più possibile tranquilla, poiché un’atmosfera nervosa si trasmette rapidamente al cane.

Farmaci

  • Integratori alimentari
    Possono essere somministrarti in modo mirato, il che, tuttavia, prevede una precisa analisi del cane e della sua personalità.
  • Psicofarmaci
    Possono essere d’aiuto, per esempio per non annullare i primi successi della terapia comportamentale dei cani sensibili ai rumori. In questo caso, però, è meglio chiedere consulenza a un veterinario specializzato nella terapia comportamentale; occorre inoltre sapere che la maggior parte dei farmaci di questa categoria non agiscono immediatamente, per cui vanno somministrati prima di Capodanno e, in seguito, ridurne la somministrazione fino a smettere.
  • Sedativi
    Bisogna esercitare prudenza con molti farmaci che i veterinari prescrivono prima di Capodanno: tranquillizzano molto il cane e riducono estremamente l’attività motoria, tuttavia non hanno alcuna influenza sulle sue percezioni sensoriali. In questo modo, l’animale viene indotto in uno stato di "impotenza forzata" e di perdita del controllo di sé, il che potrebbe comportare un trauma ancora maggiore.

Desensibilizzazione

Avete sempre un anno di tempo per lavorare insieme al vostro cane sulla paura dei rumori. Sfruttatelo! Solo se si segue un programma di desensibilizzazione sotto la guida di un esperto, potrete registrare successi durevoli e, in futuro, potrete iniziare il nuovo anno col vostro cane nel modo migliore.

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Un secondo cane può essere un’incredibile fonte di arricchimento. Vanno però considerati diversi fattori nella scelta, altrimenti quello che dovrebbe essere motivo di gioia potrebbe rivelarsi un pesante fardello.

A volte i proprietari di cani si pongono la domanda: sì o no al secondo cane? L’idea di avere un altro membro in famiglia è bella. Già ci si immagina i due nuovi amici che corrono liberi per i prati e la sera che si coccolano sul divano, ma la realtà, purtroppo, può essere differente. Se si porta un secondo cane in casa senza aver valutato attentamente tutti i pro e i contro, si potrebbero creare problemi.

Scoprite qui quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un secondo cane. Bisogna ponderare bene anche la scelta della razza, tenendo in considerazione le caratteristiche del cane che già abita con voi. Una volta presa la decisione, i due cani devono essere presentati l’uno all’altro e devono abituarsi a vivere insieme, armonia che senz’altro non si stabilisce da un giorno all’altro. Se si riesce a tenere il passo con questa situazione, si potrà godere di tutti i piacevoli vantaggi di questa “tribù”.

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Che vantaggi comporta un secondo cane?

Gli animali possono giocare felicemente fra di loro e scoprire il mondo. Possono aiutarsi reciprocamente, comunicare fra di loro e, dopo una lunga passeggiata, possono addormentarsi amichevolmente uno accanto all’altro. Se i cani sono abituati, rimanere soli è più facile. Se un cane è un po’ timoroso, può prendere esempio dal suo compagno più sicuro di sé. E se il proprietario dovesse avere poco tempo da dedicare? Beh, i due amici possono passarlo insieme piacevolmente.

Col secondo cane, l’uomo può esaudire il desiderio di avere una razza specifica. Chi desidera impegnarsi nella protezione animali, può sempre salvare uno sfortunato trovatello, adottandolo in un canile o in un centro per animali. Naturalmente il proprietario può ampliare la sua conoscenza in merito al cane e al suo linguaggio. Se il primo cane ha già una certa età, l’adozione di un cucciolo potrebbe rendere meno penosa la dipartita del primo.

Un secondo cane comporta anche svantaggi

Come negli uomini, anche nei cani esistono diversi caratteri. È soprattutto il livello di energia che gioca un ruolo importante nei nostri amici a quattro zampe: esistono cani tranquilli e cani iperattivi che sembra che non si stanchino mai. Se si desidera portare un altro cane nel branco, è necessario assicurarsi che abbia lo stesso livello di forze ed energia del primo. In nessun caso la differenza deve essere troppo grande. Un cane eccessivamente energico e agitato potrebbe, col tempo, infastidire pesantemente un suo simile tranquillo e dal comportamento ritirato. Vanno considerate anche le caratteristiche tipiche della razza. Un cane che preferisce stare con le persone non andrà molto d’accordo con uno che sta bene coi propri simili.

Un secondo cane significherà molto lavoro in più per il suo amico umano. Le caratteristiche tipiche delle razze potrebbero rivelarsi uno svantaggio: qualcuno desidera solo uscite brevi, mentre altri camminerebbero per ore all’aperto. Se si hanno due cani che sono esattamente uno l’opposto dell’altro, anche l’impegno sarà il doppio. Naturalmente un secondo cane comporta anche costi aggiuntivi.

Panoramica dei possibili svantaggi
  • Eventuali costi di acquisto (spesa unica).
  • Aumento dei costi di alimentazione, veterinario e assicurazione (costi ricorrenti).
  • Aumento dei costi per l’alimentazione, i giocattoli, il guinzaglio, ecc.
  • Doppi oneri per la cura del cane (pelo, unghie, veterinario ecc.)
  • Maggior tempo dedicato alle pulizie (casa, auto, ecc.)

Altri elementi negativi: una sera al ristorante o una vacanza diventano più difficoltose con due cani. Un cane, di norma, può tranquillamente rimanere sotto il tavolo o stendersi accanto alla sedia, rimanendo quindi inosservato; con due cani non solo c’è bisogno di più posto: se un cane è un po’ agitato potrebbe diventare presto noioso per gli ospiti e per gli addetti. Anche la ricerca di un alloggio per le vacanze per gli amici a quattro zampe può divenire più stressante. Spesso amici e conoscenti accettano di buon grado di ospitare un cane e fare i dog-sitter; se però i cani sono due, anche questa rischia di diventare un’impresa. Di conseguenza ci si rivolge a professionisti, con conseguenti costi. Naturalmente la propria auto deve essere sufficientemente grande per poter offrire a entrambi i cani un posto sicuro dove sedere.

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Cosa va considerato quando si adotta un secondo cane

Si spera che il primo cane sia già stato ben educato prima di adottarne un secondo, così il nuovo arrivato si possa orientare sul comportamento del primo e assumerne le caratteristiche positive. Prendetevi tempo prima di prendere questa decisione.

Prendersi tempo

Non porta a niente portarsi a casa in fretta e furia un quattro zampe che non è idoneo al branco. Alcuni animali, soprattutto se adottati dal canile, potrebbero aver subìto pessime esperienze di vita e avere, quindi, dei traumi irrisolti. Si consiglia di far seguire il cane da un professionista.

  • Fra uomo e animale deve esserci alchimia.
  • La scelta e la decisione non deve essere presa troppo velocemente.
  • Razza, età, taglia e temperamento devono essere considerati.

Immaginatevi i cani davanti a voi, uno dopo l’altro.

Per scoprire se voi e il vostro cane potrete andare d’accordo col nuovo coinquilino, si raccomanda innanzitutto un incontro in terreno neutro. Sarebbe molto importante poter andare a passeggiare, senza impegno, due o tre volte insieme. Durante il primo incontro, i due cani vanno guidati in modo tale da non potersi annusare a vicenda. Solo dopo che si sono tranquillizzati ed hanno imparato a leggere il linguaggio del corpo dell’altro, è possibile farli incontrare. Sarebbe meglio farli incontrare in un terreno cintato, per evitare che scappino in preda allo stress.

Due femmine o due maschi?

Se sia meglio adottare una coppia di cani dello stesso sesso o di sessi opposti è questione ampiamente dibattuta. Il parere più diffuso è che la coppia di diverso sesso conviva più armoniosamente, ma anche in questo caso è la singola situazione che va considerata. Due femmine possono comprendersi bene al pari di due maschi o di un maschio e una femmina (attenzione: chiarire subito l’eventuale problema della prole).

Definire i limiti

In ogni caso prestare attenzione che i cani conoscano i propri limiti e che il gioco non diventi lotta aggressiva. Se si notano atteggiamenti violenti, bisogna dividere i cani e terminare il gioco: in questo modo, col tempo, impareranno ciò che è consentito e ciò che non lo è.

Come far abituare due cani alla presenza dell’altro

Se l’incontro “dei nasi” è andato bene, allora non c’è nulla in contrario alla convivenza. Adesso, però, bisogna abituarli a convivere sotto lo stesso tetto.

Fate attenzione al territorio del vostro cane

Importante: non portare subito il secondo cane in appartamento, nel territorio del primo cane. Alcuni cani con un comportamento territoriale molto marcato potrebbero sentirsi aggrediti, per cui non sarebbe un buon inizio per una futura convivenza. Prendete invece entrambi i cani e fate una bella passeggiata con loro. I cani potrebbero “annusarsi” ancora un po’ e abituarsi alla presenza dell’altro. Quando sono entrambi stanchi, entrate insieme a loro in casa.

Non preferire nessuno dei due

Assicuratevi che nessuno dei due animali venga preferito all’altro, soprattutto non il nuovo arrivato. Se date più attenzioni al nuovo arrivato, il primo cane potrebbe diventare rapidamente geloso.

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Le regole valgono per tutti

Le regole che sono state adottate per il primo cane devono valere da subito anche per il secondo. Siate determinati e coerenti: in tal modo il secondo cane impara in fretta quello che può fare e quello che non deve. Importante: osservate con attenzione entrambi. Un semplice gioco può trasformarsi rapidamente in una cosa seria: in questo caso è necessario intervenire prima che diventi un vero e proprio litigio e mostrare ai cani cosa è consentito e cosa no.

Il primo pasto - quello che va considerato

Il primo pasto deve avvenire separato. Possiamo utilizzare due camere separate. Desiderate far mangiare insieme i cani in futuro? Abituateli poco per volta. Dategli da mangiare in una stanza ma separatamente ed assicuratevi che non si girino a guardare la ciotola dell’altro. Importante: entrambi gli animali devono ricevere lo stesso alimento e gli stessi snack premio.

L’uguaglianza è un dovere

L’uguaglianza deve regnare sovrana. Se il primo cane dorme con voi in camera da letto, il secondo non deve essere lasciato in corridoio. Il nostro amico a quattro zampe può salire sul divano? Se lo si consente al primo, allora va consentito anche al secondo membro del branco, naturalmente alle medesime condizioni. L’ideale sarebbe avere una cesta per ciascuno dei cani, che diventi il loro letto personale e inviolabile. Durante il periodo di adattamento non si dovrebbero lasciare soli i cani.

Se gli animali sono insicuri, potrebbe regnare quella confusione che porta al litigio. Molto importante: fate lunghe e abbondanti passeggiate, in modo da stancare i cani e privarli di un po’ di energia al rientro in casa. Il cambio dal territorio di casa a uno spazio neutro aiuta i cani a rilassarsi e ad abituarsi l’un l’altro.

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